Natale sul mare


Anche quest'anno ci siamo! Non mi resta che settarmi sulla modalità Grinch - ricordate quell'esserino verdastro non esattamente in sintonia con lo spirito natalizio? - ed attendere fiducioso la fine delle ostilità. Sicuramente il mare è un rifugio perfetto per sottrarsi al delirio consumistico dei prossimi giorni. Il mare come lo conosciamo noi ma anche come lo ha descritto divinamente Joseph Conrad romanzando la vita della marineria inglese nel diciannovesimo secolo. Ho deciso quindi di riproporre un estratto del suo libro "Natale sul mare" dove le convenzioni della festa soccombono o almeno si conformano di fronte al rigore ed alle esigenze della vita di bordo.

Buona lettura e Buon Natale !! - ho disattivato il Grinch per un istante ;-) -

" Sul piano teologico il Natale è la più grande occasione di felicità concessa all’umanità peccatrice, ma questo suo aspetto è così grande e maestoso che la mente umana si rifiuta di contemplarlo durevolmente, forse a causa della propria piccolezza, cosa per cui certo non può essere biasimata. Preferisce concentrarsi sull’osservanza dei riti che di solito si concretizzano in uno scambio di cordialità e nei festeggiamenti, come per esempio il fare regali e il mangiare i dolci tipici del periodo. Sarebbe meglio specificare subito che dal punto di vista convenzionale lo spirito natalizio in mare è piuttosto scarso. Mancano le occasioni, ma pure le materie prime. Certo, l’equipaggio riceve un dolce di qualche genere, e quando il capitano fa la sua prima comparsa sul ponte, l’ufficiale di diana lo accoglie con un «Buon Natale, capitano» solo timidamente amichevole..........Naturalmente è difficile che sulla terraferma una catastrofe natalizia prenda altra forma se non quella di una valanga: una valanga di conti da pagare. Penso che l’assenza di pericoli simili renda il Natale in mare piuttosto piacevole, nel complesso. Un altro vantaggio è quello di non doversi preoccupare dei regali. I regali dovrebbero essere una sorpresa. Dare e ricevere regali in giorni stabiliti mi sembra una cerimonia ipocrita, come scambiarsi frutti del Mar Morto1 in pegno di una finta amicizia. Ma il mare di cui scrivo è un mare vivo, e i frutti che vi si raccolgono possono essere salati come le lacrime o amari come la morte, ma non lasciano mai gusto di cenere in bocca. In tutti i miei venti anni errabondi sopra le inquiete acque del globo ricordo di un unico Natale celebrato con uno scambio di regali. Secondo me, è stato uno scambio da autentico mare vivo, non un’offerta di frutti del Mar Morto, ed era così inaspettato che forse vale la pena ricordarlo. Innanzitutto, però, devo dirvi che è successo nel 1879, molto prima che si pensasse alla possibilità del telegrafo senza fili e quando un uomo ispirato che avesse profetizzato l’avvento della radio sarebbe stato considerato un tipo molto pericoloso e probabilmente spedito in una casa di riposo. Allora le chiamavamo manicomi, con i nostri bruschi modi da primitivi. L’alba del Natale del 1879 è stata bella. Il sole ha cominciato a risplendere verso le quattro sulla fosca distesa dell’oceano meridionale al 51 ° parallelo, e poco dopo abbiamo avvistato una vela davanti a noi. C’era poco vento, ma il mare era grosso. Ho prontamente augurato buon Natale al mio capitano. Aveva l’aria ancora assonnata ma affabile. Gli ho comunicato l’avvistamento della vela in lontananza e mi sono arrischiato a esprimere l’opinione che ci fosse qualcosa di strano. «Strano?» ha detto lui con tono incredulo. Ho fatto notare che la nave aveva tutte le vele ammainate e che andava alla deriva, il che, in quella regione del mondo, non poteva essere spiegato da alcuna altra teoria. Mi ha preso il cannocchiale, lo ha puntato verso gli spogli alberi della nave, simili a tre fiammiferi svedesi di sicurezza, alzandosi e abbassandosi, spostandosi da un lato all’altro in un modo ridicolo in quell’austera e gravida desolazione di innumerevoli rilievi d’acqua, e me lo ha restituito senza una parola. Anzi, ha sbadigliato. Quello sfoggio d’insensibilità mi ha scosso. All’epoca ero nell’insieme inesperto e ancora relativamente nuovo in quella particolare regione del mondo delle acque. "


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