Sul mare d'inverno la pace è un'idea semplice.


La marina dorme ancora, la brezza mattutina porta con sé i profumi dell’inverno. Scendo in banchina alla ricerca di un caffè ed ancora una volta, dopo anni, mi guardo intorno, respiro, sorrido e mi sorprendo. Continuo a sentirmi chiedere cosa c’è di bello nel navigare d’inverno. Continuo a rispondere in modo evasivo. Il fascino si svela a chi decide di scoprirlo. Sarà l’umiltà con cui si naviga imposta dalla volubilità del meteo invernale. Forse gli orizzonti liberi dal traffico estivo. Sicuramente i silenzi. Siamo reduci da un trasferimento di quasi 300 miglia dove i pochi incontri sono stati con imbarcazioni da lavoro. Il silenzio della navigazione invernale ha un suono particolare, è quasi palpabile, ha una densità. D’inverno si diventa avidi di ore di luce e la notte ha il colore caldo delle luci di sottocoperta che illuminano un rapido pasto in navigazione o tranquille cene in banchina. Vivere in barca d’inverno vuole anche dire scoprire frammenti di realtà che passerebbero altrimenti inosservati. L’inverno sembra rallentare i ritmi degli eventi accelerando le emozioni. Mani in tasca in piedi su uno scoglio ad osservare le onde. Ancora aspetto quella uguale alla precedente. Forse qui sta la soluzione del mistero. Nessun istante è uguale al precedente, ogni miglio ha le sue difficoltà, ogni minuto in mare è scuola infinita.


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